martedì 28 novembre 2006

Curriculum vitae.
Veneto d'origine, molto meno andaluso d'adozione di un tempo, Giovanni De Faveri nasce a Treviso il 15 aprile 1981. Laureato in “Discipline della mediazione linguistica e culturale” all'Università degli studi di Padova (il che significa che ha dimenticato il dialetto a parte alcuni intercalare che è meglio tralasciare, ma parla perfettamente l’italiano e lo spagnolo; mastica l’inglese e il francese, sostiene una conversazione da ubriaco in tedesco e si vanta di aver studiato l’arabo), figura come cavia del primo biennio del Master in Giornalismo padovano (non patavino!). Avventura intrapresa all’epoca con l'intento di realizzare il suo sogno nel cassetto. Sogno oggi oramai svenduto, assieme al cassetto e alle altre mille cianfrusaglie che agghindavano la sua camera da studente scapolo e don Giovanni. Almeno finché una giornalista rodigina non lo ha riportato a più miti consigli. Di stanza ora in casa dei suoi genitori, nel trevigiano, parcheggiato alla tribuna di Treviso (ma a targhe alterne anche sulle pagine degli altri giornali del gruppo Finegil, il mattino di Padova e la nuova Venezia). Non male - direte - per un amante delle colate di piombo stile vecchio Corriere, che da sempre ha il pallino della scrittura. Scrittura che con il tempo ha provato ad applicare ad altri mezzi oltre alla carta: televisione in primis (finora, però, con scarso successo). Frequenti le visite estive a Palazzo Labia a Venezia, sede del telegiornale regionale di mamma Rai, dov’è tuttora schedato (nella speranza si ricordino di lui). Molteplici anche le apparizioni televisive alle spalle dei conduttori di Sky Tg24, al 1021 di via Salaria a Roma (zona poco raccomandabile, chi ci è passato lo sa). Da annotare pure una comparsata sul palco del Palazzo del turismo di Riccione, per ritirare un premio (l’”Ilaria Alpi”, ndr) assegnato a Giovanni Faveri! Nonostante non vada in vacanza ormai da più di due anni e soffra perciò di stanchezza cronica, continua ad amare il viaggio: musicale soltanto, non più mentale. Né fisico, dopo i metri di neve di Palazzolo sull’Oglio ci ha rinunciato in via definitiva. Dice di avere un’ottima dizione e una parlata priva della tipica inflessione veneta. Ma non ci crede nemmeno lui. Un format radiotelevisivo tutelato alla Siae e molte idee da realizzare, congelate in attesa del risultato dell’Esame di Stato.

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